Aziende – Acqua

La dipendenza del genere umano dall’acqua è un argomento fuori discussione benché al giorno d’oggi sia necessaria un’opera di responsabilizzazione dell’uso e una maggiore sensibilizzazione di utenti finali e autorità per impedire lo spreco di un bene tanto prezioso.

Nel tempo la tecnica ha permesso all’uomo di avere l’acqua direttamente all’interno della propria abitazione mediante un sistema, in parte pubblico ed in parte privato, che dalla sorgente la fa sgorgare salubre e pulita dai nostri rubinetti.

In Italia la qualità dell’acqua destinata al consumo umano è disciplinata dal DL 31 del 02 febbraio 2001 e ssmmii.

All’art. 2 si definiscono “acque destinate al consumo umano”:

  • Acqua per usi domestici: le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori;
  • Acqua per imprese alimentari: quelle utilizzate per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano […] la cui qualità non può avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale.

Il DL 31 individua i responsabili incaricati del monitoraggio della qualità delle acque destinate al consumo umano fondamentalmente in due figure:

  • L’acquedotto
  • Il responsabile dell’edificio (il proprietario o l’amministratore, il Legale Rappresentante dell’azienda)

Ciascuna figura sarà responsabile della qualità dell’acqua per la porzione di impianto di competenza quindi l’acquedotto fino al punto di consegna (contatore) e il responsabile dell’edificio dal punto di consegna dell’acquedotto al punto di consegna all’utente finale.

Ne consegue che i due attori dovranno, ciascuno all’interno delle proprie competenze, effettuare periodicamente controlli che, come sancito all’art. 1 del decreto, proteggano la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia. 

Sempre all’art. 2 il decreto recita:

Per gli edifici e le strutture in cui l’acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il responsabile della gestione dell’edificio o della struttura devono assicurare che i valori di parametro fissati nell’allegato I, rispettati nel punto di consegna, siano mantenuti nel punto in cui l’acqua fuoriesce dal rubinetto.

Inevitabile, di fronte a tanta responsabilità, la creazione in seno allo stesso decreto 31/2001 di un sistema sanzionatorio particolarmente aspro che per i responsabili di edifici inadempienti prevede sanzioni da 5000,00 € fino a 60.000,00 € (art. 19).